kurt

 

“C’è un’ala nel mio paese che non ha rivali in Europa. Si chiama Kurt Hamrin. Il giorno che metterà piede in Italia farà stravedere” – Nils Liedholm.

La storia

Così Nils Liedholm preannunciò l’avvento di Kurt Hamrin. Uno dei più grandi calciatori svedesi di tutti i tempi. Uno degli eroi a vincere l’argento ai Mondiali del 1958. La Svezia lo ricorda ancora per quel superbo goal del 3-1 in semifinale contro la Germania. Ma la carriera di Kurt la ricordano principalmente l’Italia e gli italiani. Nel 1956 lo acquista la Juventus ed è a Torino che appena maggiorenne inizia a correre per una vita diversa. Una vita che lo porterà a giocare in cinque squadre del campionato italiano e a diventare il settimo goleador di tutti i tempi della Serie A, con 190 goal. A turno Juventus, Padova, Fiorentina, Milan e Napoli lo scelgono per la sua leggiadria e l’infallibilità davanti al portiere. Una la sceglie lui con la sua famiglia come casa: la Fiorentina e Firenze. Cinque squadre, cinque città, cinque regioni. 

E anche cinque distretti di grandi vini, secondo il figlio Gian Piero. Grande appassionato, con quella passione che più di ogni attestato basta a renderti intenditore. 
L’idea di omaggiare suo padre con un vino speciale gli balenò per il settantesimo compleanno di Kurt. Un pensiero simpatico, un’idea quasi giocosa, un ottimo vino con Kurt stesso in etichetta. E così nacque il brand vini Hamrin. 

“Non avevo idea che il tutto potesse evolvere in qualcosa di più. Feci etichettare il miglior Sangiovese di un mio amico produttore e poi gli feci vedere la bottiglia. – Piero, non puoi farne solo una -, mi disse. E in un attimo ne avevo tra le mani 1500”. Un numero prudente, ma eccessivo per consumarle da soli e sufficiente a dare inizio a un progetto più grande. 

carriera

Negli anni, Gian Piero ha viaggiato guidato dalla passione. Alla ricerca di cantine e piccoli produttori in grado di dargli la qualità di cui aveva bisogno. Il regalo a suo padre prendeva pian piano la forma di una collezione. Una collezione con una bottiglia per ognuna delle squadre di Kurt. Sei vini e una qualità d’eccezione a sfatare il mito che i grandi nomi siano solo quello:  nomi. Un Barbaresco a rappresentare la Juventus, l’Amarone per il Padova, due versioni di Franciacorta – un Brut e un Pas Dosé – per il Milan, ed una Falanghina in onore del Napoli. E la Fiorentina? La Fiorentina ancora oggi ha quel Sangiovese. Quella bottiglia regalata da Gian Piero a suo padre nel 2004, con Kurt e il suo numero 7 in bella vista.