toscana

Fiorentina, 1958-1967. 

208 goal in 362 partite. La leggerezza soave, il dribbling infallibile, la corsa a zig-zag che lungo l’ala ipnotizzava gli avversari, e il tiro che annientava il portiere. Questi gli ingredienti per diventare in poco tempo il nuovo idolo di Firenze. Kurt rimane inafferrabile pilota dell’attacco viola fino al 67, ormai trentunenne. Lascia l’adorata e insostituibile maglia viola solo lusingato dalla corte rossonera di Nereo Rocco. 

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Prorompente passione e orgoglio toscano, non solo del più umile popolo contadino, ma anche della nobiltà. Il vino. Una regione con innumerevoli denominazioni, altrettanti luoghi e tradizioni enogastronomiche. Ma trovare un contendente alle morbide colline del Chianti Classico è pressoché impossibile.  Lì, a farla da padrone con anni di storia alle spalle, è il Sangiovese. Vitigno del cuore di ogni toscano che si rispetti, l’unico abbinamento possibile per una Bistecca alla Fiorentina, il bicchiere riempito ogni sera per cena. La storia che di generazione in generazione si riafferma e si rinnova in vigna. 

sangiovese

La ciliegia e la viola a definirne sempre e immancabilmente il profilo organolettico. Il carattere ruvido, i tannini affilati e pungenti che ripuliscono la bocca accanto ad un buon piatto di carne. Un vitigno burbero, ma affascinante, che al momento giusto sa svelare i suoi aromi più eleganti. Per noi, Fiorentini di nascita, e per Kurt, Fiorentino di cuore, è l’uva che parla di casa. Nessun vitigno migliore per dare inizio a questo progetto.